Mototurismo di autunno

Ad Amatrice in un fine Settembre di inizio autunno dedicato al mototurismo

Salendo ad Amatrice da Montereale (AQ)

Per esorcizzare l’arrivo dell’autunno, da malinconie e malumori, ho deciso di far rotta verso Amatrice, un classico nel campo del mototurismo, per quella che a me piace definire Amatricianata dove poter gustare un ottimo piatto dell’omonima e famosissima ricetta magari accompagnato da un buon rosso della casa.

Percorso di mototurismo impegnativo, 240 Km di cui almeno 180 di curve, perfetto per gli amanti del mototurismo veloce ma la bellezza quasi incontaminata dei paesaggi che andremo ad incontrare sono un’ottima ricompensa per le “fatiche” di guida anche per coloro i quali preferiscono andature più touring che sport.
Partenza fissata per le ore 8 e zero zero, le previsioni meteo ci hanno rassicurato per quella che dovrebbe essere una splendida giornata di inizio autunno.
Lasciamo Perugia seguendo la E 45 in direzione Terni accompagnati da una leggera foschia che  nasconde un sole scalpitante e pronto a liberarsi da questa patina malinconica.
L’ottimismo la fa da padrone convinto possa essere effettivamente una giornata all’insegna del mototurismo, come dice il buon Rino Tommasi, da “circoletto rosso”.
La mia ferrea convinzione inizia a vacillare man mano mi avvicino a Terni, un cielo minaccioso e grigio si fa largo prepotentemente così come il pensiero compiaciuto di aver avuto l’accortezza di chiudere nella mia valigia un’utilissima tutina anti pioggia, ahimè magra consolazione.

Monte TerminilloIncurante dell’idea che ormai l’arrivo di Giove pluvio sia solo questione di pochi chilometri, abbandono la E 45 lasciandomi alle spalle l’operaia città di Terni seguendo la SS 79 che mi porterà verso il Lago di Piediluco.
Il suo letto azzurro scorre velocemente alla mia destra fino a quando abbandono la SS 79 per la SS 521.
Le curve si fanno sempre più serrate e coinvolgenti, non mi posso tirare indietro, non mi voglio tirare indietro e nel mio casco risuonano le parole: “si balla!!!!!”.
Domare la moto in questa esaltante danza è semplicemente meraviglioso ora non esiste più il meteo, non esiste più la pioggia non esiste più la fatica ma solo un mare di passione e l’immensa voglia di raggiungere l’ambita meta.
In un tempo che sembra volare arrivo alla città di Leonessa, prima tappa del viaggio, senza quasi mai allontanare la mia attenzione dalla sinuosa striscia grigia che sparisce sotto di me quasi fosse inghiottita dall’avidità della mia Yamaha FJR 1300.

Mi  trovo di fronte al maestoso gruppo dei Monti Reatini che abbraccia la città e tanto è stato il divertimento che non mi sono accorto di come il meteo abbia dato ragione alle più ottimistiche previsioni.
Un rassicurante sole splendente esalta un cielo azzurro elettrico che sovrasta tutti i 2216 metri del Monte Terminillo.

Leonessa è una bella cittadina tardo medievale che sorge ai piedi dei Monti Reatini nota ai più per la Sagra della patata ed il Palio del velluto, sosta a dir poco obbligata per tutti gli amanti del mototurismo.
Con immenso piacere vengo rapito da un patrimonio artistico di assoluto pregio ed interesse.
La Fontana Farnesiana, la Chiesa di S.Maria della Visitazione e la Chiesa di S.Matteo, ne sono un perfetto esempio e suggerimento per tutti i visitatori.

Finalmente il Terminillo

E’ un attimo e sono di nuovo a cavallo della mia Yamaha FJR 1300, inseparabile compagna di viaggio, il clack della chiave che porta nella posizione di on, il quadro si illumina, il contachilometri ed il contagiri sono spazzati dal movimento delle lancette ad indicare il buon esito del  check della centralina, io sono pronto.
Il Terminillo mi aspetta ed è come se mi stesse chiamando desideroso di mostrarmi tutte le sue bellezze.
C’è ancora tanto da vedere e molto mototurismo da fare anche se iniziano a comparire le tipiche sfumature ocra autunnali che incredibilmente il sole trasforma in stupendi riflessi d’orati.
Cullati dall’andamento sinuoso della SP 10 saliamo fino al Passo Sella di Leonessa a 1901 metri dove le cime grigie e nude si preparano ad accogliere le ormai prossime nevicate.

Mappa AmatricianataLa strada non permette particolari esuberanze anche perché il fondo reso sporco dalle recenti bizze meteorologiche è abbastanza insidioso il che mi da la possibilità di godere a pieno dello spettacolo di forme e colori che mi circonda.
Con lo spirito pieno di emozioni inizio la discesa verso Rieti, la strada è ampia il fondo è semplicemente perfetto, sembra di muoversi sul velluto.
I pneumatici presto raggiungono la giusta temperatura ed iniziano a mordere l’asfalto che accetta la sfida mostrandosi assolutamente affidabile.
L’andamento touring tipico del mototurismo, ha lasciato il passo ad una guida decisamente sportiva, l’attenzione è massima ed il susseguirsi di un incessante piegarsi a destra e sinistra è a dir poco entusiasmante.
Arrivato a fondo valle prendo la SS 4 (Salaria) che mi porta a lambire i centri di Città Ducale, Antrodoco e Posta.
Centri che sicuramente meriterebbero una visita ma l’ora del pranzo è vicina ed il mio stomaco inizia a brontolare complice anche l’aria di montagna che mi conferma, come se ce ne fosse bisogno, quanto sia stimolante per l’appetito.

Non si vive solo di mototurismo.

Prima di arrivare ad Amatrice c’è ancora qualche buon chilometro di curve da fare, circa una sessantina,  che scivolano via piacevolmente guidati dal light motive di questo giro, fatto di orizzonti rigogliosi e di una profonda passione nel guidare la moto e nel fare mototurismo.
Amatrice mi aspetta, esco da sotto il mio casco con un sorriso che sa di soddisfazione ora non mi rimane altro che placare il mio stanco stomaco scegliendo tra le tante osterie pronte ad offrirmi un piatto fumante di vera amatriciana.
Cosa si nasconderà dietro la prossima curva? Quale sarà il prossimo obietivo destinato al mototurismo? Ancora non lo so, l’unica certezza è la tanta passione che c’è nella voglia di scoprire e raccontare il mondo, visto a cavallo della mia moto.

Licenza Creative Commons

Posted in Turismo and tagged , , , , .