ISOLA D’ELBA

La Pasqua inevitabilmente per noi motociclisti è un momento centrale della vita vissuta, concepita e spesa sulle due ruote.
E’ il momento che segna il passaggio dalla stagione invernale a quella estiva, un po’ come quando si fa il cambio di stagione negli armadi, si mette via tutto quello di grigio, pesante, di pigro, per lasciar spazio a tutte le cose leggere e sbarazzine, che ci accompagneranno alla conquista dei luoghi dei nostri sogni.

Stesso discorso lo si può fare per la moto, seppur per gli irriducibili anche durante l’inverno si trovano scuse e spunti per dar sfogo alla propria passione, ma indubbiamente ci sono dei limiti oggettivi che l’inverno prima o poi ci pone davanti.
Ed ecco che con l’arrivo della bella stagione ci si spalanca la porta della possibilità concreta, di trasformare tutti i nostri progetti, in realtà a portata di gas.
Per essere onesti però bisogna riconoscere che il periodo pasquale non è tutto rose e fiori ma anzi si trova in una sorta di limbo, perché non importa che sia alta o bassa, ma a Pasqua, con puntualità svizzera, il mal tempo prima o poi arriva sempre.
Ma si sa anche, che la razza dei motociclisti è per genetica una razza dotata di un ottimismo incrollabile, secondo il quale non c’è ragione mai di pensare, che una volta che si decide di organizzare un’uscita, possa verificarsi la remotissima possibilità di tirare fuori dal sottosella la temutissima tutina anti-pioggia.

Senza stare troppo su a pensare, con qualche buona settimana di anticipo, ho già sotto mano la cartina stradale della prossima rotta di asfalto: Isola d’Elba.
Di per se c’è poco da consultare, le strade dell’ Isola d’Elba non sono moltissime, sempre che si decida di non dedicarsi all’off road, e quindi, forte anche della piacevole lettura della guida “L’Italia in moto” del Touring Club Italiano, l’itinerario è presto fatto.
Due giorni pieni, il sabato e la domenica, più due mezze giornate il venerdì e il lunedì, per poter dire di aver esplorato tutto di questa affascinate meta.
Alla fine non sarà proprio tutto tutto perchè ho preferito esplorare qualcosa di meno battuto e recensito e quindi necessariamente qualcosa è rimasto fuori.

Andiamo per ordine, l’Hotel Villa Wanda sarà la nostra base di partenza.
Dimenticavo, in questa storia entra nuovamente di prepotenza il “muccologo” Marcello (per chi se lo fosse perso lo rimando alla lettura dell’articolo sul Road to Albania 442), che ha deciso di testare la sua nuova mucca, marchiata GS, sulle strade dell’ Isola d’Elba.
Circondato da una profumata pineta mediterranea e a ridosso della bellissima spiaggia del Lido di Capoliveri, l’Hotel Villa Wanda si è rivelata una scelta azzeccatissima anche per la strategica posizione, dalla quale si può comodamente partire per gli itinerari dell’anello orientale e dell’anello occidentale.
Eccellente poi il rapporto qualità prezzo e la possibilità di avere sconti sulle tariffe di navigazione.

Si parte quindi per il primo itinerario, l’anello occidentale

Il senso è quello antiorario per non perdersi l’emozione della classica sbirciatina dentro le insenature che il Mare Tirreno disegna lungo tutto il perimetro dell’isola.
Da Portoferraio si segue la SP24 che inizialmente non regala spunti particolari, ma appena si esce dalla giurisdizione del porto, prende letteralmente il volo e diventa inarrestabile quando cambia di generalità in SP25.
Difficile scegliere se dar retta all’impulso di guida duro e puro lungo le curve che si snodano come ampie sinusoidi ed invitano a traiettorie rotonde e ritmate, oppure concentrarsi sui panorami che si aprono agli occhi curva dopo curva e che la frastagliata costa elbana è in grado di offrire con molta generosità.
Qualsiasi scelta decidiate di fare sarà comunque impossibile non fermarsi a Punta della Crocetta ed incantarsi di fronte alla splendida panoramica su Marciana Marina.

Si continua così con questo slalom irresistibile a filo di muretti e dirupi a strapiombo sul mare, passando per Pratresi, Chiessi, Pomonte e Fetovaia.
Piccola nota, lungo questo tratto di SP24/25, tra Portoferraio e Pratresi, se si vuole ammirare in pieno la bellezza del mare cristallino dell’ Isola d’Elba consiglio di scendere a Capo d’Enfola, Biodola, e Capo Sant’Andrea.

Fetovaia si può considerare come ottima sosta per un pranzo veloce ma non per questo poco rilassato.
Si scende verso la spiaggia attrezzata con stabilimento e comodo ristorante self service fronte mare.
Posto secondo me ideale, per riposarsi e riannodare i fili delle emozioni vissute durante la mattinata.
Qui a Fetovaia inoltre, secondo quanto ci dicono gli isolani, si raccoglie tutto il sole disponibile anche nei periodi lontani dall’estate, motivo in più quindi per farvi una meritata sosta.
Il grosso dell’itinerario di giornata a questo punto è fatto, e con la sensazione di aver messo alle spalle il meglio, la strada prosegue, sempre in modo piacevole, verso la sosta caffè a Marina di Campo, poi Lacona e per finire a Capoliveri, città di minatori e centro tra i più attraenti dell’isola.

Non solo mare

L’ Isola d’Elba non è solo mare e se si vuole ci si può avventurare in un fitto bosco degno dei migliori itinerari montani del continente.
Da Marina di Campo si sale tra il Monte Perone e il Monte Capanne tagliando in due il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per poi risbucare a Marciana Marina.
Me lo sono riservato per l’ultimo giorno dopo aver completato gli itinerari dell’anello occidentale e dell’anello orientale.
Si sale non poco e con pendenze di tutto rispetto fino a quota 1000 mt da dove, alla vista, si domina tutto l’arcipelago toscano e se si è fortunati anche parte della Corsica.
In questa zona l’unico problema può essere la salita al Monte Perone, non tanto per il fondo quanto per la carreggiata ridotta al minimo e senza barriere, oltre che agli stretti tornanti, che negli incroci con altri veicoli, possono mettere in difficoltà se non si è più che accorti.

L’anello orientale

Nell’anello orientale da Capoliveri a Portoferraio, i panorami rimangono splendidi ma l’asfalto progressivamente perde in termini di tenuta e godibilità.
Molto bello però è il tragitto che da Capoliveri porta a Rio Marina dove il turchese del mare ci accompagna per tutto il tempo come indiscusso protagonista.
Ora qui si apre il dilemma se proseguire verso il Volterraio, probabilmente uno dei tratti di asfalto più esaltanti e conosciuti dell’intera isola, oppure proseguire verso Cavo e percorrere la punta nord orientale.
CavoDa Rio Marina verso Cavo, la questione si fa piuttosto complicata, l’andatura e la guida richiedono in questi casi il massimo della prudenza.
Immagino a questo punto che non ci sia altro da aggiungere per sciogliere il dilemma sulla scelta fatta.
La strada è molto rovinata e solo tra Nisporto e Bagnaia è stato riasfaltato un tratto di qualche chilometro.
Ma come spesso accade all’improvviso arriva un qualcosa che ti ripaga alla grande delle scelte azzardate come questa.
E’ il panorama che si ammira da Punta Falconaia: Portoferraio e tutto il suo golfo.
Un grande regalo che l’ Isola d’Elba ci ha fatto proprio nel momento in cui non ci credevamo più e quindi per questo ancor più bello, per un luogo che non finisce mai di stupire.
Veramente magnifico!

Il Monte Calamita

Il Monte Calamita ancora conserva tutto il fascino di un tracciato sterrato, nonostante ormai l’antica area mineraria ha completamente lasciato spazio agli insediamenti turistici.
Un piacevole sterrato ampio e ben battuto, facile da percorrere anche per le moto stradali, sempre che non piova.
L’unico problema è che dopo qualche chilometro dall’accesso alle vecchie miniere, c’è una sbarra, in corrispondenza dell’area turistica privata Costa dei Gabbiani, che impedisce di proseguire, ma ci dicono che in moto e fuori stagione, svicolando un po’, dovrebbe essere possibile passare.
Questa cosa però non ho potuto verificarla perchè quel giorno pioveva di brutto e mi sono fermato alle miniere per poi tornare indietro.
Costretto da questa pioggia infernale la giornata di sabato si conclude a Porto Azzurro gustando le delizie di mare preparate da una delle tante osterie, l’Osteria Calafata che consiglio.

L’ Isola d’Elba e la sua capacità di deliziare

Una menzione particolare a questo punto non può che non andare ai deliziosi borghi marini di Portoferraio, Marciana Marina, Porto Azzurro ed al loro delizioso inarcarsi, quasi volessero abbracciarti, seguendo l’andamento dei golfi sui quali si sviluppano.
Più in generale però posso dire che l’ Isola d’Elba è un puro concentrato di emozioni e soddisfazioni che si susseguono chilometro dopo chilometro attraverso luoghi, paesaggi, gioielli naturali fatti di spiagge d’orate e angoli di mare cristallino.
Le strade sembrano non chiedere altro che essere guidate dalle nostre moto attraverso itinerari ovattati da una lussureggiante macchia mediterranea e dai profumi inebrianti che riempiono gli sguardi dentro i nostri caschi.

E’ lunedì e sono inghiottito nel traffico del rientro sull’Aurelia sotto il pieno “effetto Pasqua”, che anche questa volta non ha tardato a manifestarsi.
Partiti con sole e caldo quasi estivo e rientrati con temperature invernali, neve compresa.
Eppure nonostante tutto non avrei chiesto niente di più da questo magnifico weekend ed eccomi qui, che ancora una volta, mi riscopro con tutto il mio inguaribile ottimismo di un inguaribile motociclista.

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